Questo progetto è nato per esaudire un desiderio, la creazione di una collana destinata ad una persona speciale, dalla spiccata sensibilità, amante dell'arte e lei stessa artista. I miei migliori soggetti, quelli preferiti e conosciuti dai più, eseguiti sempre con particolare attenzione su una base di pasta polimerica double face, presenti tutti insieme come medaglioni di un unico bijoux. Un pezzo unico per una persona unica.
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domenica 24 ottobre 2021
sabato 8 maggio 2021
Indian Jhumka
Gli Jhumka sono i tipici orecchini, a forma di campana, che le spose indiane indossano nel giorno del loro matrimonio per essere belle e riccamente adornate.
Secondo la tradizione, servono ad impedire che gli spiriti maligni, in grado di entrare nel corpo attraverso una delle sue aperture e prenderne il controllo, passino attraverso l’orecchio, considerato tra l’altro parte nobile del corpo, segno di sviluppo spirituale. Agli orecchini la medicina dell’agopuntura riconosce un valore terapeutico perché pungere l’orecchio, considerato il microcosmo di tutto il corpo, porta benefici agli occhi, alla mente e scaccia il cattivo umore.
I miei Jhumka sono interamente modellati e dipinti a mano, con pasta polimerica, colori acrilici e pigmento oro, impreziositi con brillantini e minuteria dorata.
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Omaggio a Frida Kahlo
«Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni.»
(Frida Kahlo, Time Magazine, "Mexican Autobiography", 27 aprile 1953)
Frida non ha bisogno di presentazioni... la sua vita e la sua opera sono note a tutti.
Simbolo dell'arte messicana e della voglia di vivere ci ha regalato tutta la sua anima nei suoi dipinti.
Il mio omaggio nasce da una prima richiesta specifica, da parte di una committente/amica (a cui sono particolarmente affezionata) di un paio di orecchini/quadro che rappresentassero l'artista tramite una composizione di elementi tratti da uno dei suoi autoritratti.
Il secondo lavoro, ancora orecchini, ritraggono il volto di Frida ed il suo caratteristico monociglio, in stile pop art, con un accenno di colore e rilievo nei fiori.Il tutto rigorosamente a mano, in pasta polimerica e colori acrilici.
(Frida Kahlo, Time Magazine, "Mexican Autobiography", 27 aprile 1953)
Frida non ha bisogno di presentazioni... la sua vita e la sua opera sono note a tutti.
Simbolo dell'arte messicana e della voglia di vivere ci ha regalato tutta la sua anima nei suoi dipinti.
Il mio omaggio nasce da una prima richiesta specifica, da parte di una committente/amica (a cui sono particolarmente affezionata) di un paio di orecchini/quadro che rappresentassero l'artista tramite una composizione di elementi tratti da uno dei suoi autoritratti.
Il secondo lavoro, ancora orecchini, ritraggono il volto di Frida ed il suo caratteristico monociglio, in stile pop art, con un accenno di colore e rilievo nei fiori.Il tutto rigorosamente a mano, in pasta polimerica e colori acrilici.
giovedì 4 febbraio 2021
La Geisha
La Geisha è una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, abile sia nella musica che nel canto e nella danza.
La sua presenza risale fino al 1600 quando queste artiste venivano chiamate a partecipare alle feste importanti: in principio, però, erano uomini! Queste figure maschili avevano il compito di intrattenere con danze, balli e battute di spirito. Erano qualcosa di simile ai nostri giullari e buffoni medioevali. Poi, col passare degli anni, furono sostituiti dalle donne geisha più aggraziate nei movimenti.
Purtroppo il mondo occidentale, soprattutto durante la seconda Guerra mondiale, aveva un'idea distorta delle geisha: si credeva fossero prostitute di classe, donne completamente asservite all'uomo e desiderose di compiacerlo. In realtà erano tutt'altro ovvero donne acculturate, emancipate e "libere".
Caratteristiche sono le loro acconciature, gli accessori, il trucco e gli splendidi abiti kimono, vere e proprie opere d'arte ed esempi di rara maestria dei tessitori ed artigiani giapponesi.
lunedì 13 luglio 2020
Salvador Dalì... omaggio all'artista folle!
Salvador Dalì è un famoso artista polivalente, appartenuto alla corrente surrealista e noto per le sue suggestive opere.
Dotato di una grande immaginazione si distinse soprattutto per i suoi atteggiamenti stravaganti ed eccentrici che contribuirono a catturare l'attenzione del pubblico verso la sua arte.
Riferendosi a se stesso disse:
«L'unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.»
Nell'immaginario collettivo torna subito alla memoria il suo volto altamente espressivo e i suoi lunghi ed esili baffetti coi quali amava giocare per poi farsi ritrarre in pose bizzarre.
Good luck!
La superstizione e le credenze popolari di varie culture associano, spesso, alla buona sorte amuleti ed oggetti dalla forma di vegetali o animali. È sempre gradito il possesso di uno di questi simboli, soprattutto se lo si è avuto in dono perché sono il simbolo di un affetto sincero e l'augurio di una grande fortuna. La regola vuole, infatti, che il loro influsso benefico abbia maggior efficacia se l'oggetto portafortuna ci sia stato regalato.
Nascono a tale scopo ciondoli vari, pendenti, orecchini a forma di elefante, gufo, quadrifoglio reinterpretati secondo l'estro del momento o pensati di proposito per una persona in particolare che, si spera, avrà tanta tanta fortuna!
sabato 7 dicembre 2019
Mondo marino
Se pensiamo al mare ci viene subito in mente l'estate, le vacanze, le lunghe giornate trascorse a bagnarci in acque fresche e limpide, il tepore del sole...
Per me, però, il mare non è solo questo: è un mondo nascosto, ricco e misterioso dal quale prendere ispirazione per nuove creazioni. Sono numerose e meravigliose le creature che lo abitano ed io guardo ad esse con occhi attenti e fare creativo per trasformarli in bijoux unici, sempre modellati e decorati a mano.
Effetto "Coral"
venerdì 24 maggio 2019
Matrioska
La Matrioska è il souvenir russo per eccellenza e simbolo dell'arte popolare di questo paese. Si compone di un insieme di bambole, di pezzi di diverse dimensioni, realizzati in legno, ognuno dei quali si inserisce in un pezzo di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti, vuoto internamente, tranne il più piccolo che si chiama "seme". La bambolina più grande, invece è la "madre". Le fattezze richiamano i costumi tipici della tradizione russa ma i colori e delle decorazioni fanno capo alla fantasia dell'artigianato.
L'ideatore della matrioska fu Savva
Mamontov, industriale, collezionista d'arte e mecenate, che, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, nell'intento di creare giocattoli per bambine, ne importò anche molti da ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo giapponese raffigurante un personaggio del buddhismo: tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine, probabilmente esso stesso derivante dalle scatole cinesi. Mamontov diede il via alla produzione differenziando i colori e i decori degli abiti in base al villaggio cui il giocattolo era dedicato. Le mie matrioske sono orecchini in pasta polimerica, modellati e dipinti a mano, abbelliti da cristalli, perline, pigmenti metallici e paste acriliche.
L'ideatore della matrioska fu Savva
Mamontov, industriale, collezionista d'arte e mecenate, che, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, nell'intento di creare giocattoli per bambine, ne importò anche molti da ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo giapponese raffigurante un personaggio del buddhismo: tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine, probabilmente esso stesso derivante dalle scatole cinesi. Mamontov diede il via alla produzione differenziando i colori e i decori degli abiti in base al villaggio cui il giocattolo era dedicato. Le mie matrioske sono orecchini in pasta polimerica, modellati e dipinti a mano, abbelliti da cristalli, perline, pigmenti metallici e paste acriliche.
mercoledì 7 novembre 2018
Fiore di loto
Il fiore di loto è una bellissima pianta acquatica appartenente alla famiglia delle Nelumbonaceae.
La sua caratteristica principale è la capacità di mantenere la propria bellezza in mezzo al fango, dove il fiore di loto nasce e vive.
Fin dai tempi antichi questo fiore ha avuto un forte significato simbolico per molte culture: nell' antico Egitto, ad esempio, era associato alla rinascita mentre nell’induismo al benessere.
Nel Buddismo, invece, la storia del fiore di loto indica il percorso di crescita dell’anima, dal fango del materialismo attraverso le acque dell’esperienza, fino all’illuminazione. Per il Buddismo il nostro cuore è come un fiore di loto chiuso che sboccia soltanto grazie alle virtù che si sviluppano dentro di esso. Ecco perché Buddha viene ritratto seduto in un fiore di loto o nella posizione del loto.
Altra peculiarità è la longevità del seme. Nel 1951, in Giappone, furono scoperti tre semi di loto risalenti a oltre duemila anni fa. I semi furono piantati e da allora il “Loto più antico del mondo”, continua a fiorire.
Ciondolo in pasta polimerica, modellata e decorata a mano, su base metallica.
Anello con innesto di pasta polimerica dipinta a mano.
venerdì 12 ottobre 2018
Alphonse Marie Mucha
Alfons Maria Mucha, originario della Repubblica Ceca, è stato uno dei più importanti artisti dell'Art Nouveau.
Da bambino manifestò un grande talento per il canto ma, col passare degli anni, dimostrò maggiore abilità sia nel disegno sia nella pittura. Benché gli fu rifiutata la richiesta di ammissione all'Accademia di Belle Arti di Praga, si trasferì a Vienna dove lavorò, comunque, come pittore scenografo per una prestigiosa compagnia teatrale.
Ma fu a Parigi, a partire dal 1886, che Mucha consacrò la sua fama, lavorando intensamente come illustratore. In particolare dipinse numerosissimi manifesti pubblicitari per rappresentazioni teatrali ma anche per prodotti di uso comune, come polvere da bucato o saponette, nonché per le più note aziende dell'epoca, quali Nestlé e Moët & Chandon.
I suoi poster, simbolo della presenza dell'arte nelle strade, erano affissi nelle bacheche cittadine e, grazie all'utilizzo massiccio di colori sgargianti e caratteri in grassetto, combattevano il grigiore delle città.
Le sue composizioni, in genere, ruotano attorno alla figura femminile, riccamente decorata: la policromia degli ornamenti delle fanciulle e lo sfondo carico di calore e di toni dorati suggeriscono un' atmosfera lussuosa ed elegante.
La sua opera lo portò a lavorare in tutto il mondo e l'immensa folla che seguì il suo funerale, a Praga nel luglio del 1939, dimostrò tutto l'apprezzamento del pubblico nei confronti di questo impareggiabile, grande artista.
Per omaggiarlo ho scelto "La Blonde" del 1897, una composizione simile ad un medaglione, parte di un dittico, tra le creazioni più conosciute di Mucha. L' incanto è dovuto soprattutto al lussuoso copricapo che evoca lo splendore scomparso della cultura bizantina, recante una sorta di placca rotonda, in oro e blù. A questa mi sono ispirata per la realizzazione di un paio di orecchini, modellando e dipingendo a mano, con colori acrilici, pigmenti e microperle, della pasta polimerica su supporti metallici di forma rotonda.
Per questi altri orecchini, invece, ho scelto "Music" del 1898 reinterpretando il motivo decorativo circolare che fa da sfondo alla fanciulla. Su supporto metallico, la base è in pasta polimerica, modellata e dipinta a mano con colori acrilici e pigmenti metallici, impreziositi da piccoli strass bianchi.
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L'Onda di Hokusai
Katsushika Hokusai è stato un pittore e incisore giapponese deve la sua fama principalmente alle stampe.
Soprannominato "il vecchio pazzo per la pittura" Hokusai ebbe una carriera lunga più di sessant'anni, ma molto travagliata, soprattutto dal punto di vista economico.
Negli anni esplorò varie forme d'arte producendo dalle xilografie a soggetto teatrale, alle stampe augurali,ai manuali di disegno fino alla realizzazione di serie paesaggistiche, come le Vedute di ponti famosi, Cascate famose in varie province, Cento vedute del Monte Fuji e Trentasei vedute del Monte Fuji.
Forse l'opera più nota dell'artista, collegata a questa serie, è la "Grande onda di Kanagawa". E' una xilografia in stile ukiyo-e (un genere di stampa su carta, impressa con matrici di legno) pubblicata la prima volta nel 1830. Raffigura un'onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare, al largo di una zona dell'odierna Kanagawa; sullo sfondo compare il Monte Fuji, caratteristica di questa serie. Diverse copie dell'opera sono conservate in svariati musei del mondo.
Il mio omaggio all'artista è in un ciondolo, su base metallica, realizzato in pasta polimerica, modellata e dipinta a mano, raffigurante un particolare di questo quadro.
Soprannominato "il vecchio pazzo per la pittura" Hokusai ebbe una carriera lunga più di sessant'anni, ma molto travagliata, soprattutto dal punto di vista economico.
Negli anni esplorò varie forme d'arte producendo dalle xilografie a soggetto teatrale, alle stampe augurali,ai manuali di disegno fino alla realizzazione di serie paesaggistiche, come le Vedute di ponti famosi, Cascate famose in varie province, Cento vedute del Monte Fuji e Trentasei vedute del Monte Fuji.
Forse l'opera più nota dell'artista, collegata a questa serie, è la "Grande onda di Kanagawa". E' una xilografia in stile ukiyo-e (un genere di stampa su carta, impressa con matrici di legno) pubblicata la prima volta nel 1830. Raffigura un'onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare, al largo di una zona dell'odierna Kanagawa; sullo sfondo compare il Monte Fuji, caratteristica di questa serie. Diverse copie dell'opera sono conservate in svariati musei del mondo.
Il mio omaggio all'artista è in un ciondolo, su base metallica, realizzato in pasta polimerica, modellata e dipinta a mano, raffigurante un particolare di questo quadro.
giovedì 4 ottobre 2018
Il Tau
Il TAU è conosciuto, oggigiorno, come un simbolo religioso, dal profondo ed antichissimo significato.
"Tau" è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico e, in passato, rappresentava il compimento dell'intera parola rivelata di Dio. Se ne parla già nell' Antico Testamento, con il Profeta Ezechiele che imprime il "sigillo" del TAU sulla fronte ai fedeli, quale segno degli appartenenti al popolo scelto da Dio.
Più tardi, i primi scrittori cristiani, utilizzarono la versione greca della lettera, in cui TAU veniva scritto T.
Ma questo segno fu adottato prestissimo dai cristiani, come immagine simbolica, per un duplice motivo: come ultima lettera dell'alfabeto ebraico, profezia della fine di tutto, e come rappresentazione della croce di Cristo, compimento delle promesse dell' Antico Testamento.
Molto più tardi San Francesco ne fece la sua firma, combinando l'antico significato della fedeltà, per tutta la vita, al credo, con il comandamento di servire gli ultimi, i lebbrosi del suo tempo.
Il TAU francescano è in legno, in riferimento al materiale di cui era fatta la croce di Cristo, materiale semplice e non prezioso.
Il Tau che propongo è un piccolo ciondolo in pasta polimerica, modellata e dipinta a mano con pigmenti liberi e colori acrilici.
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